Seleziona una pagina

Concerto di Natale 2018
"Le otto stagioni"

SABATO 22 DICEMBRE 2018
ORE 17:30
Acquista Biglietti

SABATO
22 DICEMBRE 2018
ore 17:30

CHIESA DI S.FRANCESCO –
TERNI

 

STEFAN MILENKOVICH violino solista e concertazione
ORCHESTRA FILARMONICA MARCHIGIANA

STEFAN MILENKOVICH

ORCHESTRA FILARMONICA MARCHIGIANA

Le otto stagioni
I concerti de Il cimento dell’armonia e dell’inventione di Vivaldi – più noti come ‘Le quattro stagioni’ – e Las cuatros estaciones porteñas di Piazzolla sono due cicli di composizioni spesso accostate per la comune natura di musica descrittiva. L’opera vivaldiana viene generalmente annoverata anche tra i prodromi della musica a programma in virtù dei sonetti dimostrativi, messi in versi probabilmente dallo stesso Vivaldi, che introducono, descrivendola, ogni stagione, così come appaiono inclusi nella prima edizione a stampa della musica, nel 1725.
Sebbene queste ‘otto stagioni’ siano state concepite ad una notevole distanza cronologica (le separano quasi due secoli e mezzo) e geografica (Venezia dista da Buenos Aires 11 mila chilometri) esse condividono molti aspetti rilevanti. Vivaldi descrive l’alternarsi delle stagioni rappresentando in musica gli elementi atmosferici e naturalistici che le caratterizzano, utilizzando la forma settecentesca del concerto solistico per violino, col succedersi dei movimenti veloce-lento-veloce. Piazzolla evoca invece le quattro stagioni vissute nella zona portuale della capitale argentina, in forma di tango, su un’analoga struttura tripartita dei tempi. Piazzolla è considerato un innovatore del tango e come tutti i protagonisti di notevoli cambiamenti nell’ambito di generi tradizionali ha almeno inizialmente subito una certa opposizione in patria, da parte della cosiddetta ‘vecchia guardia’ di compositori e musicisti. Aver introdotto elementi della musica colta, classica e jazz, in un genere dai forti connotati popolari fu difatti un’operazione audace. Egli elevò un genere di musica da ballo, a musica da puro ascolto, portandolo nelle sale da concerto. Ridusse inoltre le ampie dimensioni che aveva raggiunto l’orquesta tipica negli anni Quaranta (che comprendeva una sezione di strumenti ad arco, una sezione di bandoneon e una sezione ritmica con pianoforte e contrabbasso) scrivendo per un ensemble cameristico, ma rinnovato rispetto a quello delle origini.
Il concerto di questa sera, compendiando entrambe le composizioni, si rifà all’intuizione di Gidon Kremer che, nel 1999, con la sua Kremerata Baltica, commissionò al compositore Leonid Desyatnikov l’arrangiamento per violino solista e orchestra d’archi de Las cuatros estaciones porteñas, originalmente composte per il quintetto piazzolliano: pianoforte, bandoneon, violino, chitarra elettrica e contrabasso. Così facendo le due opere sono rese strumentalmente omogenee e ciò ne rende possibile un’esecuzione contestuale, anche dal vivo, come in questa circostanza.
Ma l’intervento di Desyatnikov è andato ben al di là di una mera trascrizione di musica per un organico ad un altro, avendo egli incorporato nel suo arrangiamento della musica di Piazzolla ulteriori e numerose citazioni vivaldiane. Uno degli elementi caratteristici di questa operazione è stato l’offrire richiami alle stagioni dell’una nell’altra opera, in modo indiretto. Desyatnikov, ad esempio, inserisce nella sua versione di Verano porteño (‘Estate a Buenos Aires’) alcuni motivi tratti non dall’Estate vivaldiana, come ci si aspetterebbe, ma dall’Inverno. Tale caratteristica trova la sua ragione nel fatto che Vivaldi e Piazzolla composero le loro opere trovandosi nei due opposti emisferi, dove le stagioni risultano appunto invertite. Con lo stesso criterio l’esecuzione dei due cicli è alternata, ma specularmente, come si evince dal programma.
La tecnica allusiva, fatta di prestiti e citazioni, è antica e ricorrente nella storia della musica ma nulla ha a che vedere con il plagio. Questo aspetto è stato oggetto di approfonditi studi analitici in sede musicologica – come quello di WayAnne Watson presso la Andrews University (2015) – che, soppesando tutti i motivi citati, dai più evidenti ai più nascosti, ha dimostrato come Desyantikov realizzi un autentico dialogo tra Vivaldi e Piazzolla nel nuovo contesto del suo arrangiamento, abbattendo ogni distanza.

INGRESSO LIBERO fino a esaurimento posti.

PROGRAMMA

Antonio Vivaldi
“Le Quattro Stagioni”
da “Il Cimento dell’Armonia e dell’Invenzione”, op. VIII

Astor Piazzolla
“Las Cuatro Estaciones Porteñas”
(Le Quattro Stagioni “da Buenos Aires”) versione per violino e archi di L. Desyatnikov

A. Vivaldi Concerto per violino in mi magg., op. VIII, n. 1 RV 269 La Primavera
I. Allegro II. Largo III. Allegro

A. Piazzolla Verano Porteño (Estate “da Buenos Aires”) Allegro moderato – Lento – Tempo I – Lento – Tempo I

A. Vivaldi Concerto per violino in sol min., op. VIII, n. 2 RV 315 L’Estate
I. Allegro non molto – Allegro
II. Adagio e piano – Presto e forte
III. Presto

A. Piazzolla Otoño Porteño
(Autunno “da Buenos Aires”)
Allegro moderato – Lento – Allegro moderato – Lento – Allegro moderato

A. Vivaldi Concerto per violino in fa magg., op. VIII, n. 3 RV 293 L’Autunno
I. Allegro II. Adagio molto III. Allegro

A. Piazzolla Invierno Porteño
(Inverno “da Buenos Aires”)
Lento – Più mosso – Lento – Allegro – Lento – Più mosso

A. Vivaldi Concerto per violino in fa min., op. VIII, n. 4 RV 297 L’Inverno
I. Allegro non molto II. Largo III. Allegro

A. Piazzolla Primavera Porteña
(Primavera “da Buenos Aires”)
Allegro – Lento – Tempo I – Lento – Tempo I

STEFAN MILENKOVICH

Stefan Milenkovich, nato a Belgrado nel 1977, inizia a studiare il violino all’età di tre anni dimostrando subito un’eccezionale attitudine. A soli sei anni si esibisce per la prima volta da solista con l’orchestra, dando così inizio a una carriera strabiliante che lo porta in breve tempo a esibirsi anche per Ronald Reagan, Mikhail Gor- baciov e Giovanni Paolo II. A sedici anni ha raggiunto il traguardo del millesimo concerto, a Monterrey in Mes- sico. Ha conquistato numerosi premi in altrettanti con- corsi internazionali: Indianapolis (USA), Tibor Varga (CH), Queen Elizabeth (BE), Yehudi Menuhin (GB), Lipizer di Gorizia, Paganini di Genova, Ludwig Spohr di Hannover. Il suo talento è ormai universalmente rico- nosciuto e i direttori (tra cui Lorin Maazel, Daniel Oren, Neville Marriner) e le orchestre con cui ha collaborato lo testimoniano: Berliner Symphoniker, Orchestra di Stato di San Pietroburgo, Orchestra del Teatro Bolshoi, Helsinki Philharmonic, Orchestra di Radio-France, Orchestra Nazionale del Belgio, Filarmonica di Belgra- do, Indianapolis Symphony Orchestra, New York Chamber Symphony Orchestra, Chicago Symphony Orchestra, ecc. Nell’ambito della musica da camera è in- vitato regolarmente alle Jupiter Chamber Music Series; è inoltre fondatore e membro del Corinthian Piano Trio e più recentemente del Formosa Quartet. La sua disco- grafia include le sonate e partite di Bach e l’integrale delle composizioni per violino solo di Paganini (Dyna- mic 2003). È impegnato anche in cause umanitarie: nel 2003 gli è stato attribuito il riconoscimento “Most Human Person”. Ha preso parte a numerosi concerti pa- trocinati dall’UNESCO, esibendosi al fianco di Placido Domingo, Lorin Maazel, Alexis Weissenberg e Yehudi Menuhin. Per quanto riguarda l’attività didattica, nel 2002 è stato assistente di Itzhak Perlman alla Juilliard School di New York, prima di accettare l’attuale incarico di professore di violino all’Università dell’Illinois (Urba- na-Champaign, USA).

ORCHESTRA FILARMONICA MARCHIGIANA – FORM

L’Orchestra Filarmonica Marchigiana (FORM) è una delle 13 Istituzioni Concertistiche Orchestrali ricono- sciute dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
La FORM affronta un vasto repertorio, sia lirico sia sinfonico, con notevole duttilità sul piano artistico e interpretativo, come dimostra l’ampia e variegata gamma di interpreti e direttori d’orchestra con cui ha collaborato: Gidon Kremer, Natalia Gutman, Vladimir Ashkenazy, Ivo Pogorelich, Uto Ughi, Salvatore Accar- do, Alexander Lonquich, Mario Brunello, Gustav Kuhn, Woldemar Nelsson, Donato Renzetti, Andrea Battistoni. Sensibile alle realtà locali, realizza nel territorio marchigiano concerti per i maggiori enti e associazioni musicali, con una particolare attenzione al pubblico delle scuole. La FORM partecipa regolarmente anche ad eventi a carattere nazionale e internazionale, fra i quali vanno ricordati: il Concerto di fine anno al Quiri- nale (2005); il Concerto per la vita e per la pace – Roma, Betlemme, Gerusalemme (2006); il concerto per l’Inco- ntro nazionale dei giovani a Loreto (2007); la partecipa- zione al Festival Internazionale di Izmir (2009) e al Festival Internazionale di Hammamet (2010); il Concerto in onore di Benedetto XVI (2011); il Concerto “De-Sidera” con Giovanni Allevi (2011); l’inaugurazione del Rossini Opera Festival con il concerto sinfonico “La bottega fantastica – Omaggi d’autore a Gioacchino Rossini” (2012); La Traviata di Giuseppe Verdi presso la Royal Opera House di Muscat (2013).
Grazie alla sua versatilità, l’Orchestra Filarmonica Marchigiana è protagonista di produzioni che vanno ben oltre il repertorio classico e contemporaneo, con numerose incursioni in ambito jazzistico e della canzo- ne d’autore. Ne sono prova le eccellenti collaborazioni con Paolo Fresu, Danilo Rea, Javier Girotto, Fabrizio Bosso, Martin Wind, Joe La Barbera, Gino Paoli, Francesco De Gregori e Max Gazzé.
Attualmente la FORM si avvale della direzione artistica del Maestro Fabio Tiberi e della direzione principale, dal 2015, del Maestro Hubert Soudant.

Concerto di Natale 2018
"Le otto stagioni"

SABATO 22 DICEMBRE 2018
ORE 17:30
Acquista Biglietti

SABATO
22 DICEMBRE 2018
ore 17:30

CHIESA DI S.FRANCESCO –
TERNI

 

STEFAN MILENKOVICH violino solista e concertazione
ORCHESTRA FILARMONICA MARCHIGIANA

STEFAN MILENKOVICH

ORCHESTRA FILARMONICA MARCHIGIANA

Le otto stagioni
I concerti de Il cimento dell’armonia e dell’inventione di Vivaldi – più noti come ‘Le quattro stagioni’ – e Las cuatros estaciones porteñas di Piazzolla sono due cicli di composizioni spesso accostate per la comune natura di musica descrittiva. L’opera vivaldiana viene generalmente annoverata anche tra i prodromi della musica a programma in virtù dei sonetti dimostrativi, messi in versi probabilmente dallo stesso Vivaldi, che introducono, descrivendola, ogni stagione, così come appaiono inclusi nella prima edizione a stampa della musica, nel 1725.
Sebbene queste ‘otto stagioni’ siano state concepite ad una notevole distanza cronologica (le separano quasi due secoli e mezzo) e geografica (Venezia dista da Buenos Aires 11 mila chilometri) esse condividono molti aspetti rilevanti. Vivaldi descrive l’alternarsi delle stagioni rappresentando in musica gli elementi atmosferici e naturalistici che le caratterizzano, utilizzando la forma settecentesca del concerto solistico per violino, col succedersi dei movimenti veloce-lento-veloce. Piazzolla evoca invece le quattro stagioni vissute nella zona portuale della capitale argentina, in forma di tango, su un’analoga struttura tripartita dei tempi. Piazzolla è considerato un innovatore del tango e come tutti i protagonisti di notevoli cambiamenti nell’ambito di generi tradizionali ha almeno inizialmente subito una certa opposizione in patria, da parte della cosiddetta ‘vecchia guardia’ di compositori e musicisti. Aver introdotto elementi della musica colta, classica e jazz, in un genere dai forti connotati popolari fu difatti un’operazione audace. Egli elevò un genere di musica da ballo, a musica da puro ascolto, portandolo nelle sale da concerto. Ridusse inoltre le ampie dimensioni che aveva raggiunto l’orquesta tipica negli anni Quaranta (che comprendeva una sezione di strumenti ad arco, una sezione di bandoneon e una sezione ritmica con pianoforte e contrabbasso) scrivendo per un ensemble cameristico, ma rinnovato rispetto a quello delle origini.
Il concerto di questa sera, compendiando entrambe le composizioni, si rifà all’intuizione di Gidon Kremer che, nel 1999, con la sua Kremerata Baltica, commissionò al compositore Leonid Desyatnikov l’arrangiamento per violino solista e orchestra d’archi de Las cuatros estaciones porteñas, originalmente composte per il quintetto piazzolliano: pianoforte, bandoneon, violino, chitarra elettrica e contrabasso. Così facendo le due opere sono rese strumentalmente omogenee e ciò ne rende possibile un’esecuzione contestuale, anche dal vivo, come in questa circostanza.
Ma l’intervento di Desyatnikov è andato ben al di là di una mera trascrizione di musica per un organico ad un altro, avendo egli incorporato nel suo arrangiamento della musica di Piazzolla ulteriori e numerose citazioni vivaldiane. Uno degli elementi caratteristici di questa operazione è stato l’offrire richiami alle stagioni dell’una nell’altra opera, in modo indiretto. Desyatnikov, ad esempio, inserisce nella sua versione di Verano porteño (‘Estate a Buenos Aires’) alcuni motivi tratti non dall’Estate vivaldiana, come ci si aspetterebbe, ma dall’Inverno. Tale caratteristica trova la sua ragione nel fatto che Vivaldi e Piazzolla composero le loro opere trovandosi nei due opposti emisferi, dove le stagioni risultano appunto invertite. Con lo stesso criterio l’esecuzione dei due cicli è alternata, ma specularmente, come si evince dal programma.
La tecnica allusiva, fatta di prestiti e citazioni, è antica e ricorrente nella storia della musica ma nulla ha a che vedere con il plagio. Questo aspetto è stato oggetto di approfonditi studi analitici in sede musicologica – come quello di WayAnne Watson presso la Andrews University (2015) – che, soppesando tutti i motivi citati, dai più evidenti ai più nascosti, ha dimostrato come Desyantikov realizzi un autentico dialogo tra Vivaldi e Piazzolla nel nuovo contesto del suo arrangiamento, abbattendo ogni distanza.

INGRESSO LIBERO fino a esaurimento posti.

PROGRAMMA

Antonio Vivaldi
“Le Quattro Stagioni”
da “Il Cimento dell’Armonia e dell’Invenzione”, op. VIII

Astor Piazzolla
“Las Cuatro Estaciones Porteñas”
(Le Quattro Stagioni “da Buenos Aires”) versione per violino e archi di L. Desyatnikov

A. Vivaldi Concerto per violino in mi magg., op. VIII, n. 1 RV 269 La Primavera
I. Allegro II. Largo III. Allegro

A. Piazzolla Verano Porteño (Estate “da Buenos Aires”) Allegro moderato – Lento – Tempo I – Lento – Tempo I

A. Vivaldi Concerto per violino in sol min., op. VIII, n. 2 RV 315 L’Estate
I. Allegro non molto – Allegro
II. Adagio e piano – Presto e forte
III. Presto

A. Piazzolla Otoño Porteño
(Autunno “da Buenos Aires”)
Allegro moderato – Lento – Allegro moderato – Lento – Allegro moderato

A. Vivaldi Concerto per violino in fa magg., op. VIII, n. 3 RV 293 L’Autunno
I. Allegro II. Adagio molto III. Allegro

A. Piazzolla Invierno Porteño
(Inverno “da Buenos Aires”)
Lento – Più mosso – Lento – Allegro – Lento – Più mosso

A. Vivaldi Concerto per violino in fa min., op. VIII, n. 4 RV 297 L’Inverno
I. Allegro non molto II. Largo III. Allegro

A. Piazzolla Primavera Porteña
(Primavera “da Buenos Aires”)
Allegro – Lento – Tempo I – Lento – Tempo I

STEFAN MILENKOVICH

Stefan Milenkovich, nato a Belgrado nel 1977, inizia a studiare il violino all’età di tre anni dimostrando subito un’eccezionale attitudine. A soli sei anni si esibisce per la prima volta da solista con l’orchestra, dando così inizio a una carriera strabiliante che lo porta in breve tempo a esibirsi anche per Ronald Reagan, Mikhail Gor- baciov e Giovanni Paolo II. A sedici anni ha raggiunto il traguardo del millesimo concerto, a Monterrey in Mes- sico. Ha conquistato numerosi premi in altrettanti con- corsi internazionali: Indianapolis (USA), Tibor Varga (CH), Queen Elizabeth (BE), Yehudi Menuhin (GB), Lipizer di Gorizia, Paganini di Genova, Ludwig Spohr di Hannover. Il suo talento è ormai universalmente rico- nosciuto e i direttori (tra cui Lorin Maazel, Daniel Oren, Neville Marriner) e le orchestre con cui ha collaborato lo testimoniano: Berliner Symphoniker, Orchestra di Stato di San Pietroburgo, Orchestra del Teatro Bolshoi, Helsinki Philharmonic, Orchestra di Radio-France, Orchestra Nazionale del Belgio, Filarmonica di Belgra- do, Indianapolis Symphony Orchestra, New York Chamber Symphony Orchestra, Chicago Symphony Orchestra, ecc. Nell’ambito della musica da camera è in- vitato regolarmente alle Jupiter Chamber Music Series; è inoltre fondatore e membro del Corinthian Piano Trio e più recentemente del Formosa Quartet. La sua disco- grafia include le sonate e partite di Bach e l’integrale delle composizioni per violino solo di Paganini (Dyna- mic 2003). È impegnato anche in cause umanitarie: nel 2003 gli è stato attribuito il riconoscimento “Most Human Person”. Ha preso parte a numerosi concerti pa- trocinati dall’UNESCO, esibendosi al fianco di Placido Domingo, Lorin Maazel, Alexis Weissenberg e Yehudi Menuhin. Per quanto riguarda l’attività didattica, nel 2002 è stato assistente di Itzhak Perlman alla Juilliard School di New York, prima di accettare l’attuale incarico di professore di violino all’Università dell’Illinois (Urba- na-Champaign, USA).

ORCHESTRA FILARMONICA MARCHIGIANA – FORM

L’Orchestra Filarmonica Marchigiana (FORM) è una delle 13 Istituzioni Concertistiche Orchestrali ricono- sciute dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
La FORM affronta un vasto repertorio, sia lirico sia sinfonico, con notevole duttilità sul piano artistico e interpretativo, come dimostra l’ampia e variegata gamma di interpreti e direttori d’orchestra con cui ha collaborato: Gidon Kremer, Natalia Gutman, Vladimir Ashkenazy, Ivo Pogorelich, Uto Ughi, Salvatore Accar- do, Alexander Lonquich, Mario Brunello, Gustav Kuhn, Woldemar Nelsson, Donato Renzetti, Andrea Battistoni. Sensibile alle realtà locali, realizza nel territorio marchigiano concerti per i maggiori enti e associazioni musicali, con una particolare attenzione al pubblico delle scuole. La FORM partecipa regolarmente anche ad eventi a carattere nazionale e internazionale, fra i quali vanno ricordati: il Concerto di fine anno al Quiri- nale (2005); il Concerto per la vita e per la pace – Roma, Betlemme, Gerusalemme (2006); il concerto per l’Inco- ntro nazionale dei giovani a Loreto (2007); la partecipa- zione al Festival Internazionale di Izmir (2009) e al Festival Internazionale di Hammamet (2010); il Concerto in onore di Benedetto XVI (2011); il Concerto “De-Sidera” con Giovanni Allevi (2011); l’inaugurazione del Rossini Opera Festival con il concerto sinfonico “La bottega fantastica – Omaggi d’autore a Gioacchino Rossini” (2012); La Traviata di Giuseppe Verdi presso la Royal Opera House di Muscat (2013).
Grazie alla sua versatilità, l’Orchestra Filarmonica Marchigiana è protagonista di produzioni che vanno ben oltre il repertorio classico e contemporaneo, con numerose incursioni in ambito jazzistico e della canzo- ne d’autore. Ne sono prova le eccellenti collaborazioni con Paolo Fresu, Danilo Rea, Javier Girotto, Fabrizio Bosso, Martin Wind, Joe La Barbera, Gino Paoli, Francesco De Gregori e Max Gazzé.
Attualmente la FORM si avvale della direzione artistica del Maestro Fabio Tiberi e della direzione principale, dal 2015, del Maestro Hubert Soudant.