SABATO

11 DICEMBRE 2021
ore 21:00

CHIESA DI
SAN FRANCESCO
TERNI

Ingresso libero con prenotazione
obbligatoria dei posti da effettuare
dal 29 novembre al 9 dicembre (esclusi festivi) allo 0744 432714 dalle 10.00 alle 12.00

Per esigenze legate alle misure anti Covid-19,
è necessario che il pubblico si presenti all’ingresso della Chiesa entro e non oltre 30 minuti prima dell’inizio del concerto.

L’entrata è riservata ai soli possessori del Super Green Pass.

KHARKIV SYMPHONIC ORCHESTRA

YURIY YANKO • direttore
PAVEL BERMAN • violino solista

PROGRAMMA

Ernest Chausson (1855-1899)
Poème op. 25
per violino e orchestra

Maurice Ravel (1875-1937)
Tzigane
per violino e orchestra

Pablo de Sarasate (1844-1908)
Zigeunerweisen op. 20
per violino e orchestra

– Intervallo –

Antonin Dvořák (1841-1904)
Suite Ceca op. 39
I.    Preludium. Pastorale
II.   Polka
III.  Sousedska. Minuetto
IV.  Romance
V.   Finale

Sergey Prokofiev (1891-1953)
Sinfonia n. 1 op. 25 “Classica”
I.    Allegro
II.   Larghetto
III.  Gavotte. Non troppo allegro
IV.  Finale. Molto vivace

Il tradizionale Concerto di Natale di Visioninmusica, sostenuto dalla Fondazione Carit e da Banco Desio, è dedicato quest’anno ai capolavori del virtuosismo violinistico tardo romantico e avrà per protagonisti una grande orchestra sinfonica ー la Kharkiv Symphony Orchestra diretta da Yuriy Yanko ー e uno strepitoso solista: Pavel Berman al violino.
Nello scrupoloso rispetto di tutte le norme in vigore attualmente, il concerto si terrà sabato 11 dicembre e come di consueto avrà per suggestiva cornice la chiesa di San Francesco. Il calendario degli eventi culturali della città di Terni per il periodo natalizio si arricchisce ancora una volta con l’appuntamento che è da sempre tra i più attesi e partecipati.

 

 

NOTA AL PROGRAMMA
Poème di Ernest Chausson (1855-1899) è considerato uno dei capisaldi del repertorio violinistico. Costituisce l’opera numero 25 del compositore francese e fu realizzata nel 1896, su istanza di Eugène Ysaÿe, che aveva richiesto a Chausson di comporre per lui un concerto per violino. Sentendosi inadeguato per cimentarsi con una composizione della portata di un concerto, Chausson optò per un brano di dimensioni minori e di struttura formale più libera, ricca tuttavia di virtuosi passaggi solistici per il violino. Ebbe così origine quella che sarebbe divenuta la sua opera più celebrata ed eseguita. Il brano musicale trae ispirazione da un racconto breve dello scrittore russo Ivan Turgenev, dal titolo Il canto dell’amor trionfante: vicenda fantastica, dai toni tipici del romanzo gotico, ambientata nella Ferrara rinascimentale. Il carattere della composizione è malinconico e introspettivo, la sua natura è assimilabile alla rapsodia con il suo alternarsi di tensione crescente e calante.
Quest’ultima caratteristica è tipica anche della Tzigane op. 76 di Maurice Ravel (1875-1937), composta originariamente per violino e pianoforte, tra il 1922 e il 1924, ed eseguita per la prima volta con l’accompagnamento dell’orchestra, arrangiato dallo stesso autore, il 30 novembre del 1924, a Parigi. Con tale brano, in un unico movimento e dall’esplicito sottotitolo rapsodie de concert, Ravel riproduce abilmente il virtuosismo tardo romantico, incarnato dai compositori delle generazioni precedenti come Paganini e Liszt.
Il pezzo intitolato Zigeunerweisen ー Zingaresca ー, op. 20 del compositore e violinista spagnolo Pablo de Sarasate (1844-1908), si inserisce in questo contesto come ennesimo esercizio di virtuosismo, costruito questa volta su temi musicali del folklore ungherese ー non propriamente gitani, dunque, ー con cui Sarasate era venuto a contatto durante un suo soggiorno a Budapest, per una tournée, nel 1877. Quest’opera condivide con la Tzigane di Ravel l’originale stesura per violino e pianoforte e la successiva orchestrazione. Della versione in duo ci è giunta una incisione discografica datata 1904 dello stesso Sarasate al violino accompagnato da Joan Manén al pianoforte.
La Suite ceca op. 39 di Antonin Dvorák (1841-1904) fu composta nel 1879 ed è, secondo Klaus Döge, come una caleidoscopica rappresentazione della musica popolare del paese del suo compositore: ci sono le suggestive melodie in ostinato che richiamano il suono delle cornamuse boeme nel primo movimento; echi di canzoni popolari si fanno strada nel quarto (Romance); mentre negli altri movimenti vengono evocate danze popolari (il secondo è una polka, il terzo è una sousedská, mentre il finale è una fiera furiant). La prima esecuzione avvenne a Praga il 16 maggio dello stesso anno in cui la Suite fu composta, mentre nel 1880 fu eseguita sotto la direzione di Dvorák in un concerto a beneficio della costruzione del teatro nazionale boemo, inaugurato l’anno successivo.
La Sinfonia classica di Sergey Prokofiev (1891-1953) fu composta negli anni 1916-1917 con un insolito modus operandi da parte del suo autore: Prokofiev in quell’occasione decise di non avvalersi dell’aiuto del pianoforte per scriverne la musica. Per sopperire alla mancanza di questo elemento, fino ad allora essenziale per il suo processo compositivo, Prokofiev si servì invece di un modello formale e di uno stile da emulare e con cui confrontarsi. Scelse dunque la sinfonia classica, e in particolare quelle di Haydn, che aveva approfonditamente studiato durante gli anni della sua formazione. Nella sua autobiografia scrive: “Ritengo che se Haydn fosse ancora oggi in vita, comporrebbe comunque alla sua maniera, introducendo però elementi nuovi: volevo così comporre una sinfonia di tale genere, una sinfonia in stile classico”. Prokofiev impiega stilemi tipicamente classici ー come, ad esempio, la ridotta dimensione dell’orchestra rispetto a quella novecentesca, l’incipit a pieno organico con un arpeggio ascendente, l’utilizzo della forma sonata e della forma Lied tripartita ー modificandoli o ricombinandoli: alterando proporzioni e strutture tradizionali con asimmetrie ritmiche e arditezze armoniche.

Attilio Bottegal

 

 

PAVEL BERMAN

Pavel Berman cominciò ad attirare l’attenzione del mondo musicale vincendo il primo premio e la medaglia d’oro al Concorso violinistico internazionale di Indianapolis nel 1990. La giuria riconobbe nel suo stile una miscela di tecnica brillante e raffinata interpretazione. In precedenza, all’età di soli diciassette anni, aveva conquistato il secondo premio al “Concorso violinistico internazionale Paganini” di Genova (1987). Pavel Berman è nato a Mosca e da giovanissimo viene ammesso alla Scuola centrale del Conservatorio di Mosca e successivamente al Conservatorio Tchaikovsky. Il suo debutto pubblico con la Gorky Philarmonic Orchestra risale a quel periodo. Da quel momento acquisisce familiarità con un vasto repertorio, esibendosi in Unione Sovietica con l’Orchestra di Stato e la Filarmonica di Mosca. Berman prosegue i suoi studi con Dorothy DeLay nel 1992 alla Juilliard School di New York e poco dopo con Isaac Stern, che segnerà in profondità la sua creatività musicale. Pavel Berman vanta collaborazioni con prestigiose orchestre quali la Dresden Staatskapelle, la Indianapolis Symphony Orchestra, la Praga Symphony, la Royal Philarmonic di Liverpool, la Beijing Philharmonic, i Berliner Sinfoniker ecc. Ha collaborato con i direttori Eliahu Inbal, Petr Altrihter, Vasiliy Sinayskiy, Andrei Boreiko ecc. Ha tenuto concerti alla Carnegie Hall di New York, al Théâtre des Champs Elysées e alla Salle Gaveau di Parigi, alla Herkulessaal di Monaco, all’Auditorio Nacional di Madrid, al Bunka Kaikan di Tokyo, al Teatro alla Scala, al Conservatorio Verdi di Milano, al Parco della Musica di Roma, al Palais des Beaux Arts di Bruxelles. Dal 2005 Berman insegna all’Accademia Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola. Ha inciso per Koch International, Audiofon, Discover, Supraphon e Phoenix Classics. Pavel Berman suona lo Stradivari “Berthier, Franz von Vecsey” del 1716, di proprietà della Fondazione Pro Canale di Milano.

pavelberman.com

YURIY YANKO

Nato a Kharkiv, Yuriy Yanko ha completato la prima parte degli studi musicali nella sua città natale. Successivamente ha frequentato la Kharkiv University of Arts e il Conservatorio di Kiev, per perfezionarsi in direzione d’orchestra, operistica e sinfonica, con Stefan Turchak e Vakhtang Jordania. Yanko è stato direttore dell’Orchestra Filarmonica Accademica di Zaporizhzhya (1991–1994) e direttore musicale dell’Orchestra da camera della Scuola speciale di musica di Kharkiv (1999–2004). Dal 1994 dirige al Kharkiv Opera House, dove ha messo in scena numerose produzioni operistiche e di balletto. Dal 2001 Yanko ha lavorato come direttore musicale e direttore principale dell’Academic Symphony Orchestra della Kharkiv Philharmonic e nel 2004 è stato nominato direttore della Kharkiv Philharmonic (istituzione che contempla diverse formazioni strumentali, tra cui l’orchestra principale). Ha diretto praticamente in tutto il mondo: in Austria, Paesi Bassi, Egitto, Spagna, Italia, Germania, Corea del Sud, Repubblica Ceca, Polonia, Bulgaria, Russia, Stati Uniti, Francia e Svizzera. In anni recenti si è esibito al Musikverein di Vienna, con i Berliner Symphoniker, con la Budapest Symphony Orchestra, con l’Orquesta Sinfónica Nacional de México, con la Prague Radio Symphony Orchestra, con la Kammerphilharmonie di Monaco di Baviera, con la Kärntner Sinfonieorchester di Klagenfurt, con la North Czech Philharmonic di Teplice e con i Nürnberger Symphoniker. Yanko ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti come quello del governo locale e regionale di Kharkiv (nel 2002, 2004 e 2006) ed è vincitore di numerosi premi e onorificenze, tra cui l’ordine al merito nazionale del presidente dell’Ucraina.

KHARKIV SYMPHONY ORCHESTRA

La Kharkiv Symphony Orchestra, con più di novant’anni di attività alle spalle, è una delle più rinomate orchestre ucraine. Fondata nel 1928 da Jacob Rosenstein, personalità culturale di spicco e professore del Conservatorio di Kharkiv, l’orchestra è stata in seguito diretta da Paul Kletzki e ha poi collaborato con celebri direttori come Kurt Sanderling, Guido Adler, Fritz Stiedry e Eugen Szenkar. Straordinari musicisti del calibro di Nathan Rachlin e David Oistrakh hanno intrapreso la loro carriera suonando con questa orchestra. Nel corso della sua storia la Kharkiv Symphony Orchestra ha inoltre accompagnato interpreti di fama mondiale come Anton Rubinstein, Sviatoslav Richter, Emil Gilels, Aram Khachaturian, Mstislav Rostropovich, Dmitri Shostakovich, Mikhail Pletnev, Daniel Kramer, Sergey Stadler, Anton Sorokow, Alexander Gavrylyuk, Krzysztof Penderecki e molti altri. Nel 1986, diretta da Alexander Alexeev, la Kharkiv Symphony Orchestra ha ottenuto un prestigioso riconoscimento fra le orchestre delle repubbliche sovietiche. Nel 2001, Yuriy Yanko, detentore di una delle massime onorificenze artistiche ucraine e vincitore del concorso internazionale per direttori d’orchestra intitolato a Vakhtang Jordania, è stato nominato direttore musicale nonché direttore principale della Kharkiv Symphony Orchestra. Oltre ad essere protagonista di alcuni dei maggiori festival musicali europei, l’orchestra ha anche una intensa attività di tournée, immancabilmente coronata da successi. Nell’ottobre 2006 l’orchestra ha anche ottenuto lo status di Orchestra Accademica. Le registrazioni audio delle sue performance sono conservate negli archivi della Compagnia Televisiva e Radio Nazionale dell’Ucraina e i suoi concerti sono regolarmente trasmessi dalle emittenti nazionali.